Migliore cardiofrequenzimetro del 2019: prezzi, recensioni, opinioni, migliori prodotti per misurare la pressione

Nel mondo dello sport si sente sempre più parlare del cardiofrequenzimetro, ovvero un dispositivo che ci permette di misurare la nostra frequenza cardiaca ovunque noi siamo. Questo dispositivo nasce principalmente come strumento medico per problemi cardiovascolari, all’inizio degli anni ’80 iniziò ad essere utilizzato tra gli sportivi per monitorare la propria frequenza cardiaca sotto sforzo fisico.

La frequenza cardiaca indica il numero di battiti compiuti dal cuore nel tempo di in un minuto. I battiti vengono chiamati anche bpm: ad ogni battito avviene la contrazione del muscolo cardiaco, che mette in circolazione il sangue in tutto il corpo.

Ecco perché è ritenuto uno strumento utile dagli sportivi, in quanto oltre ad effettuare una misurazione istantanea delle frequenza cardiaca, può essere utilizzato per monitorare la sua evoluzione nel tempo. Ovviamente non dobbiamo spaventarci se notiamo delle variazioni della nostra frequenza cardiaca, in quanto si tratta di un parametro che varia in base a diversi fattori come l’età, l’attività in cui si è coinvolti al momento della misurazione o la prestazione sportiva.

Tipologie di misurazioni

La frequenza cardiaca può essere misurata in tre diverse situazioni, cioè “di riposo“, “di massimo sforzo” o “di recupero“.

  • A riposo, il cardiofrequenzimentro rileverà il numero di bpm del cuore in uno stato di inattività fisica.
  • In massimo sforzo, il dispositivo rileverà il numero massimo di bpm del cuore posto sotto sforzo fisico.
  • In recupero, rileverà il  valore di bpm del cuore subito dopo aver terminato lo sforzo fisico.

Come già accennato, i valori della frequenza cardiaca in una situazione di riposo sono molto variabili  in base a diversi fattori quali l’età, le condizioni ambientali, il peso corporeo, il tipo di alimentazione, l’ora del giorno o la presenza di situazioni di stress o di forte emozione.

FATTORI VARIAZIONI FREQUENZA CARDIACASPIEGAZIONE
EtàI neonati presentano una frequenza cardiaca maggiore rispetto agli adulti.
Condizioni ambientaliClimi caldi e umidi fanno aumentare la frequenza cardiaca.
Peso corporeoLe persone in sovrappeso presentano valori più alti della frequenza cardiaca.
Tipo di alimentazioneDiete ricche di zuccheri e l'assunzione di bevande gassate o eccitanti determinano l'aumento della frequenza cardiaca.
Ora del giornoFrequenza cardiaca diminuisce durante la notte e aumenta dopo i pasti.
Situazioni di stress o di forte emozioneIn tali situazioni avviene un aumento della frequenza cardiaca.

Se suddividessimo i valori della frequenza cardiaca per fascia d’età, otterremo i seguenti valori di media:

  • per i neonati da un minimo di 80 a un massimo di 180 bpm;
  • per i bambini da 80 a 100 bpm;
  • per gli adolescenti da 70 a 120 bpm;
  • per gli adulti da 60 a 90 bpm;

Di media la frequenza cardiaca delle donne è leggermente superiore a quella degli uomini (70 bpm gli uomini e 75 bpm le donne). I neonati  hanno invece mediamente una frequenza cardiaca compresa tra i 130 e i 150 bpm e i bambini tra i 70 e i 100 bpm.

Patologie

Se il nostro cardiofrequenzimetro dovesse rilevare valori dei battiti cardiaci fuori dalla norma, potrebbe essersi manifestata una tachicardia o una brachicardia. Ma prima di preoccuparci dobbiamo sempre tenere a mente che una variazione della nostra frequenza cardiaca potrebbe essere fisiologica, perché legata ai fattori o alle situazioni di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente.

In una situazione di normalità il numero di battiti al minuto deve rientrare in un range compreso tra i 60 e i 100 bpm; in una situazione di brachicardia, quindi di diminuzione dei battiti, la rilevazione del cardiofrequenzimetro rileverà un numero inferiore a 60 bpm; infine in una situazione di tachicardia vi saranno oltre 100 battiti al minuto.

La brachicardia

Generalmente i valori della nostra frequenza cardiaca in una situazione di inattività fisica sono considerati nella norma se si avvicinano al limite inferiore. Per questo motivo, prima di allarmarci, dobbiamo ricordare che la comparsa della brachicardia non è insolita tra soggetti sportivi o anziani. In questi specifici casi infatti possono essere rilevati valori inferiori ai 50 bpm, che però sono da considerarsi normali. Caso diverso è invece quando la brachicardia si manifesta all’improvviso e in una forma piuttosto elevata: in questa condizione infatti potrebbe verificarsi un infarto o altra patologie legate al cuore.

A tutti i soggetti considerati a rischio è vivamente consigliato di munirsi di un cardiofrequenzimetro, così da poter monitorare in qualsiasi luogo e in ogni momento la propria frequenza cardiaca. Nel caso in cui in vece si soffrisse di una brachicardia cronica o simili patologie potrebbe essere necessario l’impianto di un pacemaker.

Ma vediamo nello specifico quali sono i sintomi di una sopraggiunta brachicardia: in primo luogo potremmo avvertire un intenso senso di apatia e stanchezza, a cui potrebbero seguire delle vertigini e dei mancamenti veri e propri. Infine l’insorgere di difficoltà respiratorie e di affanno potrebbero essere un’altro sintomo evidente di brachicardia.

La bradicardia è ritenuta grave nel momento in cui il numero di battiti dovesse raggiungere valori inferiori a 35 battiti al minuto. Pertanto si consiglia di contattare immediatamente il proprio medico nel caso in cui ci si accorgesse di avere uno o più sintomi di quelli sopra indicati.

La tachicardia

Come abbiamo appena visto, la brachicardia consiste in un abbassamento dei valori della frequenza cardiaca; la tachicardia è la patologia opposta e coincide con un aumento, improvviso o graduale, del numero dei battiti, che può superare i 100 bpm. Anche in questo caso, prima di preoccuparci indebitamente, dobbiamo sapere che l’insorgenza della tachicardia può essere riconducibile a cause fisiologiche.

Tra le cause fisiologiche della tachicardia c’è la gravidanza, la presenza di disturbi all’intestino, una situazione di ansia o stress o uno sforzo fisico eccessivo. Ma anche l’assunzione smodata di bevande eccitanti come il caffè, o di alcol e droghe, potrebbe portare alla tachicardia.

E’ importante sottolineare però che la presenza di una tachicardia cronica potrebbe essere riconducibile a malattie alla tiroide, ad anemia o ad una insufficienza coronaria. In questo caso è necessario parlare con il proprio medico per decidere quale sia il trattamento più adatto, per non rischiare di essere colpiti da un infarto o da un ictus.

Tra i sintomi della tachicardia più frequenti ci sono le palpitazioni, una sensazione di dolore al torace, vertigini e in casi estremi lo svenimento. Ma vi sono casi in cui, pur essendo presente, potrebbe non presentare alcun sintomo evidente.

Modelli in commercio

I cardiofrequenzimetri possono essere suddivisi un due principali macrocategorie: quelli con fascia e quelli da polso.  I primi funzionano per mezzo di una fascia dotata di sensori che va posta sul torace: le informazioni necessarie vengono raccolte e inviate ad un altro dispositivo che ci indicherà la nostra frequenza cardiaca. I modelli da polso sono quelli che negli ultimi tempi stanno riscuotendo più successo, essendo molto più pratici e comodi da usare, soprattutto in ambito sportivo.

I cardiofrequenzimetri da polso sono esteticamente come dei moderni orologi, ma dotati di numerose e interessanti funzioni: oltre alla misurazione della frequenza cardiaca, alcuni modelli sono in grado di indicare il consumo delle calorie, dell’ossigeno, di contare il numero di passi effettuati in una giornata e a che velocità, oltre che infine di prendere i tempi delle prestazioni sportive con la funzione cronometro.

Inoltre i modelli di ultimissima generazione permettono di scaricare sui propri computer tutti i dati raccolti, così i soggetti più esigenti potranno registrare ogni variazione delle prestazioni sportive nel tempo.

Funzionamento

I cardiofrequenzimetri, sia da polso che da fascia toracica, funzionano per mezzo di sensori che rilevano i battiti cardiaci e, per mezzo di segnali elettromagnetici, elaborano i dati raccolti. In altre parole c’è uno scambio di segnali tra degli elettrodi di una parte trasmittente e una parte ricevente. Generalmente la parte trasmittente è posizionata sui cardiofrequenzimetri a fascia, mentre la parte ricevente sul dispositivo a cui vengono inviati i dati. Nel caso del modello da polso, il meccanismo è incluso in un unico dispositivo.

Stiamo parlando di software molto evoluti, capaci di elaborare dei semplici impulsi elettromagnetici in dati effettivi e reali. Anche nei modelli più economici, il fatto che si possano calcolare i parametri specifici della propria frequenza cardiaca non è cosa da poco.

Non dobbiamo pensare che siano strumenti utilizzabili solo negli ambienti sportivi professionali, in quanto anche chi è alle prime armi dovrebbe conoscere la propria frequenza cardiaca, così da svolgere un’attività sportiva equilibrata, con uno sforzo né eccessivo né insufficiente.

Alimentazione

Per quanto riguarda il discorso dell’alimentazione, più il nostro cardiofrequenzimetro sarà dotato di funzioni, più la batteria si consumerà in fretta. In genere gli ultimi modelli sono dotati di batteria ricaricabile, così da permetterci un uso costante e in qualsiasi momento della giornata, ma se dovessimo trovare un modello sprovvisto di batteria ricaricabile, sarebbe opportuno verificare che almeno questa sia sostituibile.

Solitamente l’autonomia dei modelli con batteria sostituibile si aggira intorno alle 2500 ore, dopodiché andrà cambiata. Invece i modelli con batteria ricaricabile possono avere un’ autonomia minima di 6-7 ore se dotati di funzioni quali contapassi, gps, conteggio calorie eccetera, fino ad arrivare anche a 10 giorni se in grado di misurare solo la frequenza cardiaca. Il tempo medio di ricarica è di 1 o 2 ore.

Dunque, prima di acquistare un cardiofrequenzimetro, è vivamente consigliato documentarsi sulle informazioni tecniche, per non rischiare di avere tra le mani un dispositivo che si scarichi troppo velocemente e dunque si riveli obsoleto e inutile per le sessioni sportive più lunghe.

Display e dimensioni

Nell’acquisto di un cardiofrequenzimetro da polso, optare per un modello dotato di uno schermo leggibile, chiaro e luminoso, è un fattore che non può essere assolutamente tralasciato. Sarebbe fastidioso infatti se durante un allenamento all’aria aperta, volessimo controllare i nostri parametri e a causa di un display piccolo e opaco, o a causa della troppa luce naturale, non riuscissimo a vedere ciò che ci interessa.

Pertanto un’ottima scelta sarebbe quella di trovare un modello dotato di un regolatore della luminosità, utile anche in caso di attività sportiva notturna.

Inoltre, la forma e le dimensioni del cardiofrequenzimetro sono un altro aspetto da non sottovalutare. Dal momento che i modelli a fascia sono stati sempre più soppiantati dai modelli da polso, sarebbe sciocco acquistare quest’ultima tipologia e poi scoprire la sua scomodità.

Un dispostivo troppo ingombrante potrebbe creare ostacolo ai liberi movimenti nell’attività sportiva e allo stesso tempo un cinturino scomodo, che non aderisca bene alla pelle o che la irriti potrebbe essere un problema.

Tra le forme a disposizione, le più diffuse sono quelle rettangolari, quadrate, tonde ed ovali. Nel caso in cui scegliessimo un cardiofrequenzimetro a fascia, dovremo verificare che anche questa sia della dimensione giusta, perché solo così i sensori aderiranno perfettamente al nostro torace e rileveranno i giusti parametri.

In commercio esiste un’ampia gamma di modelli e colori, dai più piccoli ed ergonomici ai più grandi ed accessoriati per i più esigenti. Questi modelli dunque varieranno per dimensioni del display, per forma, per tipologia di cinturino ed altri numerose caratteristiche, così da cercare di accontentare le esigenze di ognuno di noi.

Trovare un modello avente un design piacevole, che assecondi i nostri gusti personali e soprattutto che possa essere utilizzato anche in contesti esterni all’attività sportiva, come sul posto di lavoro, potrebbe rivelarsi una scelta felice.

Materiali

Un altro aspetto che non può essere assolutamente tralasciato nella scelta del nostro cardiofrequenzimetro, è che questo sia fatto di materiali di prima qualità. Dovremo assicurarci che si tratti di tipologie di materiali che non provochino reazioni allergiche, che siano duraturi nel tempo, sia dal punto di vista dell’impermeabilità che da quello del comfort.

Ricordiamo infatti che i cardiofrequenzimetri vengono utilizzati principalmente in ambito sportivo, pertanto dovremo essere sicuri di avere al nostro polso un dispositivo che non si deteriori, sbiadisca o irriti la nostra pelle se a contatto con il normale sudore.

Inoltre tra i modelli di ultimissima generazione vi sono quelli dotati di materiali waterproof, ovvero resistenti all’acqua. Questa categoria di cardiofrequenzimetri è davvero molto utile per gli sportivi che vogliano misurare la propria frequenza cardiaca e cronometrare i propri tempi mentre nuotano in piscina o durante una lezione di acquagym.

Prima di utilizzare il dispositivo sott’acqua, si consiglia sempre di leggere i manuali di istruzioni presenti nelle confezioni, così da assicurarci che il nostro dispositivo possa essere completamente immerso (e fino a quale profondità) o se possa solo essere colpito da getti d’acqua.

Memoria

Come già accennato in precedenza, i modelli più innovativi ed accessoriati possiedono numerose funzioni diverse, che oltre a rilevare la frequenza cardiaca consentono di memorizzare tutti i dati raccolti durante le nostre prestazioni sportive. Dunque, al momento dell’acquisto, sarà utile rilevare la memoria di cui è dotato il dispositivo e se questa sia espandibile tramite una scheda sd.

Un cardiofrequenzimetro dotato di memoria espandibile ci permetterà di scaricare tutte le informazioni raccolte direttamente sul nostro pc, così da poter avere un resoconto giornaliero, magari con l’aggiunta di grafici di andamento delle prestazioni. Ovviamente più la memoria sarà grande, più dati potranno essere raccolti, senza l’incombenza di trasferirli giornalmente.

Infine, l’ultima questione legata alla memoria è che mentre i prodotti più economici permettono di registrare le prestazioni di un solo utente, i modelli più avanzati consentono il monitoraggio fino a quattro persone, così da permettere anche di svolgere attività di gruppo.

Connettività

Come abbiamo visto, la possibilità di monitorare i dati raccolti dal nostro cardiofrequenzimetro, trasferendoli sul nostro pc o smartphone è davvero un fattore molto utile e interessante. Oltre che mediante l’utilizzo di una scheda sd, alcuni dispositivi sono dotati di diversi tipi di connessioni, wireless o bluetooth, che rendono ancora più semplice il trasferimento delle informazioni raccolti.

Molti modelli di cardiofrequenzimetri, soprattutto quelli più avanzati, funzionano con l’ausilio di applicazioni per il cellulare. Tramite la connessione bluetooth i dati vengono raccolti dall’applicazione che automaticamente sarà in gradi di registrare valori, durata, data e ora dell’allenamento. In questo modo saremo in grado di rileggere il livello delle nostre prestazioni non solo in tempo reale, ma anche una volta finito l’allenamento.

Nel caso in cui il nostro dispositivo non sia dotato di una scheda sd o di una connessione bluetooth o wireless, dovremo controllare la presenza di una porta usb, a cui collegare un cavo per trasferire i dati sul computer. E’ evidente che avere una connessione bluetooth o wireless permetta un utilizzo molto più versatile del cardiofrequenzimetro, ma dobbiamo mettere in conto che ovviamente i prezzi tenderebbero ad alzarsi rispetto alla media.

Settaggi

Prima di iniziare ad utilizzare il nostro dispositivo, dovremo compiere due azioni fondamentali:

  • raccogliere tutti i dati relativi alla nostra frequenzacardiaca, all’età, al sesso e al tipo di attività sportiva che si intende svolgere.
  • impostare il dispositivo in base agli esercizi che si intende svolgere.

Una volta salvati i dati ed impostate una soglia minima ed una massima entro la quale dovranno rientrare i nostri valori, il cardiofrequenzimetro sarà in grado di avvisarci, in genere mediante un segnale acustico, di un eventuale sforamento in negativo o in positivo.

La soglia in cui devono rientrare i parametri da noi impostati, viene chiamata in termini tecnici “target zone“: questa può essere modificata in base al tipo di allenamento che desideriamo effettuare, magari alzando la nostra usuale resistenza.

Nello specifico, la prima operazione di settaggio che deve essere effettuata è l’impostazione della propria frequenza cardiaca massima. Questa si può calcolare facendo una semplice operazione matematica, cioè sottraendo al numero 220 la propria età: il risultato ottenuto sarà il numero massimo di battiti al minuto. Dopodiché occorrerà anche calcolare la frequenza cardiaca minima, ovvero quella a riposo: per ottenere i valori desiderati sarà necessario che misuriate la frequenza di battiti al minuto ogni mattina appena svegli, per circa una settimana.

Ricordiamo che per settare agevolmente il nostro cardiofrequenzimetro, dovremo badare non tanto al prezzo, ma alla presenza di un software intuitivo e di un display leggibile: infatti un dispositivo difficile da usare causerebbe una perdita di tempo notevole in ogni nostra sessione di allenamento!

Quindi si capisce bene che solo una corretta taratura del dispositivo in nostro possesso, potrà fornirci dati precisi sulle nostre condizioni, soprattutto facilmente leggibili.

Marche

In commercio esistono tantissimi modelli, da polso e non, che le case produttrici cercano di rendere ogni anno più efficienti. Le marche più conosciute sono: Polar, Garmin, Beurer, Sigma, Runtastic, Suunto, eccetera.

Ad esempio la Polar, azienda finlandese che dagli anni settanta brevetta prodotti che si trovano in cima alle classifiche di gradimento dei consumatori, offre modelli di cardiofrequenzimetri molto all’avanguardia, dotati di numerosi accessori e funzioni, che permettono ai dispositivi di sfruttare le applicazioni apposite di smartphone e pc.

Tra le funzioni dei modelli Polar vi sono sensori gps, contapassi, rilevatori di velocità, di andatura, di potenza, di altitudine, sistemi waterproof, connettività bluetooth e wireless e molte altre ancora. Dunque i cardiofrequenzimetri Polar possono essere utilizzati da un gran numero di persone, sportivi di professione o semplici appassionati di sport.

Molto conosciuta è anche la Garmin, azienda svizzera che dalla fine degli anni ottanta, opera in moltissimi settori,  oltre che in quello sportivo. Tutti i prodotti di questa casa sono caratterizzati da un design di impatto, molto gradito ai consumatori, oltre ovviamente alla presenza di materiali di qualità estrema.

I loro dispositivi sono venduti in tutto il mondo grazie alle numerose funzioni che presentano: adatti ad ogni tipo di attività sportiva, anche il nuoto e l’ immersione in profondità, sono tutti dotati di sensori gps, compatibili con fasce toraciche, applicazioni di smartphone e pc. Infatti offrono la possibilità di creare dei veri e propri piani di allenamento e sincronizzarli con il dispositivo da polso.

La Beurer, azienda tedesca che nel 2019 ha festeggiato i suoi primi 100 anni di attività, è una leader nel campo della tecnologia, vantando negli ultimi anni l’espansione della produzione al mondo dei cardiofrequenzimetri. I modelli di questa marca a nostra disposizione sono diversi, tutti di qualità e multifunzionali.

Oltre a svolgere il normale calcolo della frequenza cardiaca, sono in grado di rilevare il consumo calorico in Kcal e il consumo dei grassi.  In aggiunta a ciò, i dispositivi Beurer comunicano con lo smartphone tramite un’applicazione, con la possibilità di impostare un’area di allenamento, il nostro livello sportivo, oltre che ovviamente salvare i dati raccolti per poterli monitorare. La maggior parte dei modelli Beurer è provvista sia di una connessione Bluetooth che di una usb.

La Sigma è un’altra marca apprezzata dagli sportivi, che offre cardiofrequenzimetri capaci di effettuare misurazioni molto precise. Questa azienda tedesca, crea dispositivi con gps integrato, da polso o con fascia toracica, connessione bluetooth oltre che un applicazione su smartphone apposita.

Alcuni modelli della sigma presentano anche dei supporti per essere montati sulle mountain bike dei ciclisti, professionisti e non. Le fasce toraciche in dotazione con i dispositivi da polso sono molto confortevoli e regolabili per quasi tutti i tipi di busto.

I cardiofrequenzimetri della Runtastic, società internazionale del mondo fitness, sono i più social di tutti: infatti le applicazioni per smartphone che portano questo marchio sono presenti da anni nei vari store virtuali che visitiamo dai cellulari.

I loro dispositivi cardio sono molto all’avanguardia per aspetti quali monitoraggio dell’allenamento, comunicazione con altri utenti iscritti alla piattaforma, nonché per le classiche funzioni di calcolo della frequenza cardiaca, della distanza, del tempo, del ritmo, del consumo di calorie eccetera.

Infine ultima, ma non certo per importanza, è la Suunto: questa azienda finlandese da anni e anni produce orologi da polso e, con l’evolversi della tecnologia, ha iniziato con i cardiofrequenzimetri.

I suoi dispositivi sono pensati per numerosi tipi di sport, dai più basilari ai più estremi come le immersioni subacquee in profondità o le scalate ad alta quota. Tra le numerose funzioni dei dispositivi della Suunto vi sono bussola, rilevatore meteo, altimetro, sensori gps oltre che classiche funzioni di rilevazione cardiaca.

Anche questa marca offre la possibilità di interfacciarsi sia in una vera e propria community virtuale, sia per mezzo di un’applicazione per smartphone, dove scaricare e monitorare tutti i dati raccolti.

Prezzi

Come abbiamo visto in questa guida, i modelli di cardiofrequenzimetri in commercio sono tantissimi, con prezzi molto variabili da modello a modello.  In genere si parte da cifre che si aggirano intorno ai 50 euro fino ad arrivare anche ad oltre 1000 euro. Sicuramente il fattore scatenante di una variazione di prezzo consistente tra un modello e un altro, è riscontrabile nel numero di funzioni di cui il dispositivo è dotato. In aggiunta a ciò, anche la qualità dei materiali, del display e del software, possono influenzare il prezzo d’acquisto.

Il prezzo di un cardiofrequenzimetro può subire variazioni anche in base alla marca che si decide di acquistare: per cui le marche più conosciute e operanti nel settore da più tempo presenteranno prezzi più elevati rispetto a quelle nuove e meno famose. Ma come già detto, sono soprattutto le funzioni che influenzano il prezzo di un cardiofrequenzimetro.

In questa tabella verranno indicati i prezzi medi per marche più famose:

MARCAPREZZO MIN/MAX
PolarDa 50 euro a 600 euro
GarminDa 60 euro a 800 euro
BeurerDa 30 euro a 100 euro
SigmaDa 25 euro a 125 euro
RuntasticDa 40 euro a 100 euro
SuuntoDa 25 euro a 700 euro

Recensioni

Dando uno sguardo ai giudizi degli utenti lasciati sul web, si possono leggere pareri molto contrastanti. Infatti c’è chi dichiara di non poter più fare a meno del proprio cardiofrequenzimetro da polso e chi invece lo reputa uno strumento non proprio accurato nelle misurazioni. Ovviamente la prima precisazione va fatta in merito all’evoluzione che questi dispositivi hanno subito negli anni: la maggior parte degli utenti infatti riconosce i molti progressi che i software dei cardiofrequenzimetri hanno subito, oltre al fatto che l’aggiornamento delle funzioni, come ad esempio l’aggiunta di sensori GPS, ha consentito un miglioramento significativo della misurazione del battito sul polso. Altre persone addirittura affermano che le imprecisioni nella misurazione della frequenza cardiaca sia imputabili solo a sé stessi, cioè al proprio modo di correre o all’aderenza del cinturino al polso.

Sicuramente uno dei motivi principali del successo dei cardiofrequenzimetri risiede nella loro estrema praticità e al costo che cerca di accontentare ogni portafoglio. Se nella lista delle nostre priorità ci fosse la necessità di avere una misurazione della frequenza cardiaca che sia precisa ed accurata, dovremo quindi ad essere disposti ad investire più denaro.

Alcuni utenti hanno cercato invece un riscontro sull’affidabilità del cardiofrequenzimetro da polso, paragonando una misurazione con i modelli a fascia toracica: il risultato è stato quello di dati più accurati per i modelli a fascia toracica, ma si tratta davvero di variazioni poco significative.

Come per ogni prodotto, i risultati non sono mai univoci: ognuno di noi infatti è libero di acquistare il cardiofrequenzimetro più consono alle proprie esigenze, da polso o a fascia toracica, con gps o senza, impermeabile o meno, con connessione wi-fi o usb, ma i giudizi resteranno sempre contrastanti.

>Pertanto lo scopo principale di questa guida è di indirizzarvi in una scelta d’acquisto consapevole, invitandovi a documentarvi su tutte le specificità tecniche del prodotto che più vi piace, per non rischiare poi di rimanere delusi nelle aspettative.

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