Se si parla di cardiofrequenzimetri in grado di rilevare anche le aritmie cardiache fino alla sue forme più pericolose quali la fibrillazione atriale, il primo nome che viene in mente è l’Apple Watch con Ecg da polso. Nato negli Stati Uniti, dove ha ottenuto l’ok dall’ente governativo statunitense che si occupa di regolamentare i prodotti alimentari e farmaceutici, la Food and Drug Administration (Fda), questo dispositivo è arrivato anche in Italia, aprendo, qui come altrove, il dibattito sui rischi di un suo non corretto utilizzo. Il software è in grado di eseguire un ecg in poche decine di secondi: attraverso la pressione del dito sul Digital Crown dell’orologio, si avvia un procedimento simile a quello che viene eseguito in ospedale con gli appositi attrezzi, posizionando 12 elettrodi sul corpo del paziente.
La differenza sostanziale però, (ed è questo l’elemento che fa la differenza tra un apparecchio specifico e uno Smartwatch) è che con l’App Watch c’è un solo canale di scambio del segnale e non 12. Da qui, l’impossibilità di equipararlo ad una strumentazione medica in grado di fare diagnosi. Precisiamo inoltre che mentre per la rilevazione dell’aritmia la app può essere installata in tutti i modelli di Apple Watch, anche in quelli meno recenti, grazie all’ultimo aggiornamento del sistema operativo, per l’ecg si deve avere la versione più recente.
Fotopletismografia per il controllo delle aritmie cardiache
Negli Apple Watch, a partire dalla prima generazione, infatti, si può attivare la funzione di rilevamento dell’aritmia cardiaca, attraverso il meccanismo della fotopletismografia, che rileva i cambiamenti del volume del sangue nel letto microvascolare di tessuto. In pratica, il sensore ottico che si trova nella parte posteriore dell’Apple Watch, combinato ad un algoritmo, permette di leggere la variazione di volume del sangue che passa nel polso e determinare così la frequenza del battito cardiaco. Utilizzando un IPhone da cui si può attivare la funzione di rilevamento di battiti irregolari e abbinandolo ad un orologio, si possono analizzare i dati raccolti e controllare che non ci siano irregolarità, attraverso l’utilizzo di tacogrammi, e, nel caso, verificarne la frequenza. Se le aritmie si ripetono nell’arco di poco tempo, queste vengono segnalate all’utente che si deve attivare per andare a fare un controllo medico.
L’Ecg integrato nell’Apple Watch, la svolta tecnologica che apre nuove prospettive
L’elettrocardiogramma, invece, come abbiamo specificato sopra, è disponibile solo nei modelli di ultima generazione, dove grazie a un elettrodo di titanio, incorporato nella corona dell’orologio, viene tracciato il battito cardiaco. L’applicazione Ecg riesce a leggere e registrare gli impulsi elettrici in un tempo brevissimo, di circa 30 secondi, al termine dei quali un algoritmo indica se sul tracciato sono state riscontrate anomalie e se c’è il rischio di una aritmia grave. Poiché spesso, come hanno spiegato i cardiologi, la fibrillazione atriale sull’elettrocardiogramma presenta un tipo di tracciato che assomiglia a quello normale, è consigliabile che i dati raccolti vengano fatti visionare ad un medico in grado di riconoscere le sottili differenze che però possono essere determinanti.
Certamente, la possibilità di identificare una fibrillazione atriale attraverso questi dispositivi apre nuove prospettive nello studio della prevenzione all’ictus, con terapie anticoagulanti. D’altra parte, si tratta di un oggetto utilizzato nella maggior parte dei casi da persone sportive, in buona salute. Per questa fascia di persone non ci sono dati a conferma dell’efficacia di questa tipologia di farmaci. Chi utilizza questi orologi ha inoltre di solito buone conoscenze tecnologiche.
Per gli anziani, dove questa patologia è più largamente diffusa, servono oggetti tecnologicamente più accessibili. Quindi difficilmente potrà incontrare un ampio riscontro di utenza tra persone della terza età.
La app, infine, non è ancora in grado di allertare in anticipo sul rischio di un infarto, ma la ricerca in questa direzione prosegue e potrebbe essere possibile in futuro anche questa rilevazione.
Dopo aver approfondito il discorso sulla fibrillazione atriale, diamo uno sguardo alle varie funzionalità e al design di questi modelli. Tra le altre funzioni: la possibilità di controllare contemporaneamente piu parametri, che risulta utile per poter monitorare più efficacemente il proprio allenamento, i workout per discipline come yoga e trekking e le più innovative funzionalità dedicate ai runner. Tutti aspetti apprezzati dagli utenti come si evince dalle recensioni sul web.
La Activity Traker in questi modelli sono al completo di tutte le loro possibili funzioni e solitamente c’è anche la comodità della connettività cellulare integrata che consente di fare tutto dall’orologio, senza il telefono. Anche la resistenza all’acqua in profondità e il Gps non mancano in questi Smart Watch innovativi ma certamente non alla portata di tutti.
Non solo Apple Watch
Ci sono altre possibilità oltre all’Apple Watch, però. Si tratta di modelli, anche questi con un prezzo piuttosto alto, molto apprezzati dagli sportivi e senza dubbio molto evoluti sul monitoraggio dei dati della frequenza cardiaca che possono essere consigliati a chi pratica sport a livello professionale. Qui il trasferimento dati del battito cardiaco avviene tramite Ant+, mentre per il rilevamento della frequenza cardiaca dal polso si sfrutta la tecnologia di sensori a triplo Led senza dover indossare la fascia toracica. La pelle, cioè, illuminata dai Led, permette alla cella elettro-ottica di rilevare la variazione di volume del flusso sanguigno e si ottiene così la frequenza cardiaca.
Riguardo le metriche fisiologiche, si utilizza sempre più spesso lo Stress Score che equivale al risultato di un test della durata di 3 minuti che viene eseguito rimanendo fermi, utilizzato per valutare il livello di stress generale, attribuendo valori che variano da 1 a 100, dove i punteggi più bassi indicano i livelli di stress più bassi e viceversa.
Sempre attraverso lo Stress Score, è possibile rilevare la variazione dei battiti facendo una media tra le ultime sette rilevazioni. Conoscere il punteggio dello Stress Score permette quindi di decidere se si è in grado di iniziare o proseguire con l’allenamento oppure no.
L’utilizzo dello Stress Score e la possibilità di un monitoraggio della frequenza cardiaca continuo possono essere essere ritenuti un valido aiuto a notare eventuali anomalie nell’attività cardiaca.
Modello con fascia per rilevazioni più precise
Come certamente già molti di voi sanno, i cardiofrequenzimetri dotati di fascia toracica sono ritenuti in generale più precisi. Per cui, modelli avanzati con Ecg da polso e fotopletismografia a parte, dovendo scegliere tra modelli più economici, per una maggiore precisione delle rilevazioni ci si può orientare su quelli dotati di fascia toracica. Alcuni, poi, hanno solo le funzionalità essenziali e se davvero l’utilizzo deve essere esclusivamente quello della misurazione della frequenza cardiaca, allora è decisamente meglio scegliere questi.
Si può scegliere ad esempio un dispositivo con la fascia da indossare sotto ai vestiti e il cardiofrequenzimetro da polso che riceve i segnali inviati dal sensore sulla fascia. Solitamente la qualità dei materiali è molto buona e facile da indossare, fornisce misurazioni molto precise, ed è consigliato ai professionisti e a chi, appunto, vuole tenere monitorata la propria attività cardiaca. Buone la connettività e la durata della batteria, poco accessoriato e a prezzo contenuto.
Ci sono infine i modelli a fascia assolutamente basici a cui accennavamo sopra, che hanno come uniche funzioni attive la connessione Bluetooth e il monitoraggio della frequenza cardiaca. Sono prodotti convenienti, che non necessitano impostazioni di parametri e configurazioni.