A fascia toracica e da polso. Sono queste le due macrocategorie in cui si dividono i cardiofrequenzimetri, dispositivi utilizzati per misurare la frequenza cardiaca nelle attività sotto sforzo, soprattutto quelle sportive. Vediamo di seguito le caratteristiche generali del dispositivo e le principali differenze tra le due tipologie.
Cardiofrequenzimetri a fascia e da polso: come funzionano?
Il primo è una fascia dotata di sensori che viene posizionata sul torace. Qui vengono rilevate le prime informazioni, poi inviate ad un altro dispositivo che indica la frequenze cardiaca. Il secondo, quello da polso, più comodo e preferito dalla maggior parte degli utenti per la sua praticità, è uguale ad un orologio. Oltre alla misurazione dei bpm (termine con cui vengono chiamati i battiti cardiaci), può avere diverse funzioni: indicazione delle calorie consumate, contapassi e relativa velocità, cronometro.
Entrambi i modelli funzionano tramite sensori che rilevano i battiti cardiaci ed elaborano i dati raccolti attraverso segnali elettromagnetici. C’è uno scambio di segnali tra gli elettrodi di una parte trasmittente e una parte ricevente. La parte trasmittente nella maggior parte dei casi, è collocata sui cardiofrequenzimetri a fascia, la parte ricevente invece sul dispositivo a cui vengono inviati i dati. Nel modello da polso il meccanismo è incluso in un unico dispositivo e non c’è bisogno, di conseguenza, delle fascia. La rilevazione del battito cardiaco avviene attraverso il sensore ottico dell’orologio che si trova a contatto con il polso.
I modelli più recenti, infine, consentono il trasferimento dei dati sulla frequenza cardiaca su Pc così da poter registrare l’andamento delle prestazioni sportive nel tempo.
Le differenze tra i due tipi
I modelli a fascia sono considerati più precisi, ma scomodi e invasivi per quanti praticano attività sportiva e lo devono indossare per periodi prolungati. In questo caso possono rivelarsi fastidiosi, anche se negli ultimi anni l’utilizzo di materiali delicati e anallergici e la leggerezza e maneggevolezza della fascia, hanno alleggerito notevolmente i disagi.
Certamente, anche se più scomodi, sono da preferire al modello da polso per gli sportivi di professione che hanno bisogno di misurazioni precise, oltre che per chi soffre di patologie cardiache e se ne serve per poter effettuare un monitoraggio accurato della propria attività cardiaca.
Perché i modelli da polso sono ritenuti meno precisi? Per quanto comodi e per quanto si sia sviluppata la tecnologia ed evoluto il relativo software, possono subire interferenze causate dal movimento della mano, quindi se la precisione e l’accuratezza sono le vostre esigenze primarie potete orientarvi senz’altro sul modello con fascia. Proprio perché così invasivi, però, non sono consigliabili a chi ha esigenza di un monitoraggio h24 per i quali è sicuramente meglio un cardioorologio senza fascia.
Altro fattore a cui prestare attenzione è per quale sport lo vogliamo utilizzare.Un cardiofrequenzimetro pensato per un ciclista può non essere adatto a chi pratica nuoto e viceversa, anche se però, ad esempio, sono in commercio modelli da polso molto evoluti e pensati per il triathlon (nuoto, ciclismo, corsa) o comunque con molteplici funzionalità specifiche pensate per le diverse discipline sportive.
Tutto dipende dall’uso che intendiamo farne e dal tipo di allenamento che intendiamo affrontare. Un livello amatoriale non ha bisogno dell’ampio ventaglio di funzionalità che richiede l’atleta di professione. Così come molte funzionalità sono del tutto sprecate per chi fa sport solo nei week end. Ce n’è davvero di ogni tipo per andare incontro alle più diverse esigenze. Di seguito illustriamo la modalità di utilizzo dei due diversi,modelli con e senza fascia toracica, perché possiate valutarne più dettagliatamente pro e contro.
Modello da polso senza fascia, facile da usare e impermeabile all’acqua
Come si utilizza un cardiofrequenzimetro senza fascia? Non è complicato. Una volta indossato, si regola il cinturino e si può subito dare il via al conteggio dei battiti cardiaci premendo un pulsante. Per la rilevazione è sufficiente tenerlo premuto alcuni secondi. I cardiofrequenzimetri senza fascia più avanzati sono invece dotati di una funzione in grado di calcolare il battito costantemente.
Il vantaggio dei cardiofrequenzimetri senza fascia è quello di essere impermeabili all’acqua, spesso fino a molti metri di profondità, e si prestano quindi ad essere utilizzati anche negli sport come il nuoto e l’acqua gym.
Modelli con fascia, precisi e sempre più confortevoli
Partiamo anche qui con le indicazioni sul corretto utilizzo del cardiofrequenzimetro con fascia, che deve essere indossata e posizionare sul sensore. Il meccanismo di blocco consente di regolare la lunghezza della cinghia. Per gli uomini il sensore deve essere collocato sotto l’attacco del muscolo pettorale, nelle donne sotto l’attacco del seno. Si solleva anteriormente la cinghia dalla pelle e si inumidiscono le zone ondulate (elettrodi) sulla parte posteriore del sensore. Come già scritto, la rilevazione dei battiti cardiaci è più leggermente più precisa, ma si deve mettere in conto la maggiore scomodità, soprattutto negli esemplari di fascia medio bassa.
Negli ultimi anni , però, alcuni brand tra i più noti, hanno deciso di investire molto anche su questi modelli per renderli più leggeri e confortevoli e sono state create vere e proprie linee di prodotti che si differenziano per l’utilizzo, per i dati che sono in grado di rilevare e per il materiale con cui sono stati costruiti.